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 Percorso universitario internazionale di Jean-Pierre Warnier |
 Jean-Pierre Warnier ci dà una visione del suo percorso universitario in antropologia, orientato verso studi internazionali: ottenuta una borsa di dottorato presso l'Università della Pennsylvania, negli Stati Uniti, scelto come campo l'Africa si è proiettato verso il Camerun.
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 Retrospettiva di una carriera universitaria |
 Jean-Pierre Warnier ricompone le tappe del suo percorso professionale, dalla fine dei suoi studi, fino al momento della pensione. Egli riporta le sue diverse esperienze all'ambito dell'insegnamento e delle attività amministrative, in Nigeria e in Francia.
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 Origine di una tesi sui Mankons |
 Jean-Pierre Warnier contestualizza il regno Mankon: percorso che propone una biografia del re e delle sue diverse competenze in ingegneria agricola, in politica e in affari. Egli riprende i concetti di assimilazione elaborati da Mauss, per spiegare il fenomeno della reciprocità tra regno Mankon e ambiente esterno. Warnier pone in primo piano gli elementi culturali del Regno Mankon, che hanno portato il re ad integrare uno studente straniero nel suo regno.
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 L'antropologia sociale e il concettto di rete di scambio |
 Jean-Pierre Warnier ci spiega brevemente l'influenza dell'antropologia sociale britannica sull'antropologia politica. |
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 L'antropologia sociale e il concetto di cultura materiale |
 Jean-Pierre Warnier ci mostra la relazione esistente tra i diversi sistemi di scambio regionali e la costruzione della storia politica di una comunità . Pone in rilievo i concetti di rete di scambio del regno di Mankon con l'esterno, e spiega in che modo gli scambi della regione degli Alti-piani in Africa influiscono sulla costruzione della storia politica regionale. Jean-Pierre Warnier si rifà dunaue alla nozione di geopolitica regionale, mostrando il legame tra storia politica e storia economica della regione degli Alti-piani in Africa. Egli spiega come la cultura materiale di una comunità , come per esempio lo studio di oggetti provenienti da culture al di fuori, sia detrminante nella costruzione storica.
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 Il gruppo "Matière à Penser" (Materia da pensare) |
 Jean-Pierre Warnier spiega brevemente l'origine e gli obiettivi del gruppo di ricerche "Matière à penser" che lavora sul tema della cultura materiale, e ci presenta qualche pubblicazione.
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 Origine del concetto di cultura materiale : l'idea di accumulazione e la nozione di salvadanaio vitale |
 Jean-Pierre Warnier spiega le origini della cultura materiale con il concetto di traiettorie locali delle politiche e dell'accumulazione in Africa.
In seguito approfondisce l'idea di accumulazione, spiegando l'importanza del salvadanaio vitale del sangue, ch'egli definisce come un accumulazione di sangue attraverso la rappresentazione del re. |
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 Il Re-Recipiente e i suoi tre corpi |
 Jean-Pierre Warnier ci spiega che il regno Mankon funziona secondo un sistema di recipienti, rappresentati dal re sacro. La polverizzazione è l'atto con il quale il re infonde ai comuni mortali gli elementi contenuti nei recipienti che egli porta. Egli ci spiega che il regno, basato su tale sistema di recipienti, si caratterizza attraverso i corpi del re scomposto in elementi corporali e incorporali.
Warnier aggiunge infine che il corpo del re si compone del corpo fisico e dei suoi recipienti, il corpo del palazzo, il corpo della città . Egli termina spiegando che le sostanze contenute nel suo corpo irrigano i suoi differenti corpi.
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 I diversi approcci della cultura materiale |
 Jean-Pierre Warnier definisce la sua analisi della cultura materiale come un approccio basato sul "segno", svilippato poi in direzione di un valore pratico, in particolare verso il rapporto con il corpo. Warnier ritorna d'altra parte sul gruppo "Matière à penser" e precisa che all'origine si trattava di una collaborazione tra tre studentesse a partire da uno studio etnologico, effettuato per conto del sindacato interprofessionale dei professionisti del legno.
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 Cultura motrice e organizzazione politica |
 Jean-Pierre Warnier ci mostra il legame che esiste tra conoscenze discorsive e conoscenze procedurali. I due concetti sono qui inseriti nel contesto della "governamentalità ", di cui parlava Michael Foucalt, e legati alla nozione di cultura motrice per spiegare che, nel regno Mankon, gli abitanti del regno sono creati, prodotti come recipienti. Egli ne conclude quindi che le culture motrici e materiali, al contrario del punto di vista degli etnologi, non abbastanza interessati al "corpo", sono invece legate ai sistemi politici.
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 Biopotere e governamentalità |
 Jean-Pierre Warnier cita Michel Foucault per spiegare il concetto di "biopotere", e le sue conseguenze sulla vita professionale dei cittadini.
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 Ruolo della psicoanalisi nella ricerca etnologica |
 Jean-Pierre Warnier ci spiega che la psicoanalisi è uno strumento di comprensione poiché dà un senso affettivo alle pratiche e ai rituali osservati dall'etnologo. |
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 Etnologia : metodologia di indagine su un campo ansiogeno |
 Jean-Pierre Warnier espone i differenti approcci metodologici del ricercatore di fronte ad uno stato ansiogeno. Riferendosi a Georges Devereux, ci piega che lo stato di angoscia è un elemento dinamico, potendo servire al ricercatore nel costruire la sua metodologia attraverso una relazione intersoggettiva con gli altri.
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 Il lavoro sul campo e l'indagine etnologica: il punto di vista analitico |
 Jean-Pierre Warnier presenta il suo punto di vista riguardo le differenze tra sociologia e etnologia, e sostiene che la sociologia sia sprovvista di una pratica etnologica sviluppata nel lungo periodo sul campo. |
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 L'etnologia riflessiva e la scrittura etnologica |
 Jean-Pierre Warnier ci spiega, inizialmente, che l'uso del "noi" negli scritti etnologici deriva dall'approccio weberiano definito come "neutralità assiologica". Egli usa la prima persona del singolare, "io", seguendo la corrente dell'etnologia riflessiva, che consiste nel descrivere i dati, le situazioni e le circostanze della sua osservazione sul campo.
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 L'Etnologia, una disciplina specifica |
 Jean-Pierre Warnier difende l'etnologia mostrandone il carattere specifico in relazione all'antropologia. Egli definisce l'etnologia come scienza capace di fornire delle conoscenze solide, derivanti da un lungo percorso. |
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 Ritorno dell'informazione alla fonte |
 Jean-Pierre Warnier ci spiega che la relazione di reciprocità con il regno Mankon è basata su un sistema di doni e contro-doni. Per esempio, egli spiega la differenza tra il punto di vista del suo lavoro di tesi nel regno Mankon, che sperava di veder ricostituita una genealogia profonda, e questa tesi, rivolta invece a ricostruire una genealogia parziale, basata su una cronologia che si riferiva alle sepolture e alle discendenze reali. Egli mette in evidenza il paradosso tra il lavoro di una tesi estremamente superata e difficilmente pubblicabile tale e quale, e la speranza del regno, di poter leggere il "racconto del palazzo".
Al fine di rispondere a questa relazione di reciprocità , Warnier ci spiega quindi che la sua tesi è stata pubblicata sotto forma di insieme di dati divulgativi e che egli dà regolarmente dei documenti e delle pubblicazioni al Museo Mankon e agli archivi del Camerun.
Egli ne approfitta per sottolineare il fenomeno di modernizzazione attuale dei regni, riportando come esempio una foto fatta con il re Mankon e il presidente del Camerun, Paul Biya.
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 Bibliografia di Jean-Pierre Warnier |
 Jean-Pierre Warnier presenta alcune sue pubblicazioni.
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 Luogo della semiotica nella società attuale |
 Jean-Pierre Warnier sostiene che la semiologia degli oggetti è utilizzata da attività private, che fanno di collaborare i semiologi degli oggetti con le loro squadre di creazione. Egli definisce la semiologia dell'oggetto come concettualizzazione dell'oggetto in quanto segno. Precisa quindi che l'oggetto e i corpi differiscono per le loro rispettive rappresentazioni. Infine conclude facendo riferimento alle scienze cognitive, alle nozioni di conoscenza situata, di intelligenza distribuita, di conoscenze procedurali e della percezione, per mostrare il rapporto del corpo con l'oggetto.
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 Nozione di verbalizzazione e culture materiali |
 Jean-Pierre Warnier richiama l'attenzione sulle differenze tra etnologia francese, basata sulla verbalizzazione dei concetti e la realtà del campo. Mette in primo piano l'articolazione tra verbalizzato e non verbalizzato, l'intervento del cosciente e del non cosciente, per differenziare la cultura verbale delle culture motrici e materiali. |
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 La "mondializzazione" della cultura |
 Jean-Pierre Warnier ci presenta il suo punto di vista, critico e impeganto, da etnologo sul campo, in relazione al concetto di una cultura mondiale unificata. Esprime il suo disaccordo con la nozione di "mondializzazione" e di americanizzazione della cultura.
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 Ruolo delle scienze umane e sociali oggi |
 Jean-Pierre Warnier tratta la questione delle tecniche globali del corpo, spiegando che le tecniche di controllo dei corpi sono oggi globalizzate. Egli prende i flussi migratori come esempio della tendenza alla globalizzazione del sistema dei corpi. Egli cita inoltre dei politologi per mettere in rilievo l'importanza dell'analisi politica come chiave di comprensione della politica. Infine conclude affermando l'utilità dell'etnologia, ch'egli considera come una disciplina innovatrice, che sarà sempre reinventata altrove.
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