Publication originale : Le sauvage et le domestique

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Il selvaggio e il domestico




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Il selvaggio e il domestico
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 Complementarità spirituale tra la città (il domestico) e la montagna (il selvaggio) in Cina e in Giappone  In questo segmento, Philippe Descola mette a confronto le nozioni di selvaggio e domestico in Cina e Giappone. Nell'Antica Cina la montagna incarna la terra di esilio. D'altronde, l'estetizzazione della montagna nella pittura cinese è da vedere come valorizzazione spirituale. Ciononostante la città, nel mondo cinese, non è staccata da ciò che sta dietro, poiché la sua ubicazione e la disposizione delle case sono regolate dalla fisiologia dello spazio - Fengshui. Quando si costruiscono edifici a Hong - Kong, si continua a fare appello a questa tecnica. Se la città è ben piazzata, ben costruita, ben governata, si dice, allora, che è "in fase" con il mondo. Anche in Giappone, la montagna è lo spazio che per antonomasia è messo in contrasto con il territorio piano. La distinzione tra il yama - montagna e il sato - il luogo abitato, segnala meno un'esclusione reciproca che un'alternanza stagionale, una sorta di complementarità spirituale simile alla Cina. In Giappone la montagna incarna anche uno spazio spirituale, ciò spiega la presenza dei monasteri buddhisti in montagna.  00:16:03
 Jangala, un luogo carico di promesse di civilizzazione agricola indiana  Il significato principale di "Jangala", da cui deriva "jango" (giungla), è un luogo inabitato e abbandonato da molto tempo che indica anche le terre secche, ovvero l'opposto di ciò che la giungla rappresenta per noi. Jangala si oppone alle terre paludose - anupa che rappresenta una vegetazione idrofila. Il contrasto tra jangala e anupa costituisce una polarità forte nelle tassonomie delle piante e degli animali e all'interno della cosmologia delle dottrine mediche, in particolare l'ayurvedica. Polarità che prende la forma di una dialettica complessa, a partire dall'opposizione iniziale: terre paludose - dominio dei barbari, terre secche - terre rivendicate dagli ariani. Questo è ciò che fa del jangala uno spazio inoccupato, senza abitanti, ma portatore di valori e di promesse di civilizzazione agricola ariana.  00:06:30
 L'Europa e l'eredità romana  In diverse zone del pianeta il contrasto percettivo tra esseri e luoghi non coincide molto con l'insieme dei significati e dei valori che si sono progressivamente legati, in occidente, ai poli del selvaggio e del domestico. In effetti queste due nozioni, mutualmente esclusive, formano un'opposizione complementare. In Europa il selvaggio è rappresentato da silva - la grande foresta europea, che la colonizzazione romana a poco a poco ha addomesticato. La silva è opposta alla domus, " casa", luogo della vita sociale.  00:08:52
 Mitigazione dei confini tra zone coltivate e zone non coltivate  Philippe Descola ci spiega che l'opposizione tra selvaggio e il domestico è stata condizionata, in diversi periodi, dall'organizzazione dello spazio e dallo stile dello spazio. Inoltre in Europa la linea che separa il selavaggio dal domestico è imprecisa. Nel sistema germanico la transizione tra foresta profonda e abitazione era graduale. Tuttavia, più tardi, durante il Medioevo, la fusione tra cultura romana e germanica ha generato un uso molto più intenso di legno, di lande, di selvaggina, di olivi che ha reso il contrasto tra zone coltivate e zone non coltivate molto più blando.  00:05:05




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Il selvaggio e il domestico, 17/12/2008 13:41:15







Dernière mise à jour le 01/06/2009
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