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 Percorso intellettuale di César Itier |
 Dopo aver scoperto l'universo quechua attraverso diverse letture. César Itier inizia ad apprendere la lingua quechua all'età di quindici anni. desideroso di continuare le sue ricerche sul mondo andino inizia a studiare spagnolo all'università di Aix en Provence dove incontra Pierre Duviols, storico e specializzato in religioni andine antiche. Quest'ultimo gli propone di iniziare delle ricerche sul teatro quechua della prima parte della prima metà del XIX secolo a Cuzco. Questo tema è stato affrontato per la prima volta da Georges Dumézil durante il suo soggiorno a Cuzco nel 1952. César Itier in seguito è divenuto ricercatore all'Instituto Francese di Studi Andini in Perù dove continua a lavorare sul teatro. In seguito, interessato alla tradizione orale, fa ricerche sul campo che lo portano a studiare più in profondità la lingua quechua e a lavorare sulla sua descrizione. |
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 Famiglia linguistica quechua |
 César Itier precisa dove si situano le lingue amerindie nella classificazione generale delle lingue. Qualche anno, un linguista americano Joseph Grinberg, ha proposto di raggruppare la maggior parte delle lingue autoctone amerindie in seno di una famiglia "amerindia". Questa classificazione non è stata attestata. L'America è il continente dove è presente il maggior numero di famiglie di lingue.
In generale, il quechua non fa parte di nessuna famiglia lignuistica, essendo esso stesso una famiglia di lingue delle sue numerose varietà dialettali. Negli anni 1970, un ricercatore formulava l'ipotesi di un raggruppamento del quechua con l'aymara in una stessa famiglia chiamata "quechumara". Tuttavia nonostante alcune somiglianze tra le due lingue, in particolare tra le strutture fonologiche e morfologiche, le differenze a livello di vocabolario di base sono troppo importanti perché si possa raggrupparle in una sola famiglia. |
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 Ricerca linguistica sulla lingua quechua |
 Per condurre una ricerca linguistica, bisogna disporre di una buona descrizione delle varietà di lingue e dialetti parlati. Qui sta la differenza, nonostante sia iniziato nel 1970, questo lavoro non è avanzato di molto e ne restano di cose da fare, in particolare nelle regioni dove il quechua è fortemente regredito perfino in questi anni. Il lavoro di descrizione dialettale è urgentissimo, sopratutto nel contesto delle lingue in via di sparizione. |
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 Descrizione delle lingue quechua |
 All'inizio degli anni 1960, il fondatore della linguistica, Alfredo Torero, ha pubblicato una classificazione dei dialetti quechua, in cui propone due grandi gruppi di dialetti : i dialetti quechua I e quello quechua II, geograficamente delimitati. Negli anni 1980, un linguista australiano che lavorava in Francia, Gérald Taylor, sostenne che esistono dei dialetti misti, ovvero che rappresentano delle caratteristiche del quechua I e del II in certe zone (in particolare nella regione di Lima, una delle zone di transizione tra i dialetti I e II).
Secondo i censimenti più recenti, il numero di parlanti è all'incirca sui 10 milioni di persone (questo fa del quechua la prima famiglia linguistica dell'America del sud). |
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 Quechua, lingua degli Incas ? |
 Dal XVI secolo fino agli inizi del XXesimo molti pensavano che gli Incas (gruppo etnico che occupava una vallata nella regione di Cuzco) erano all'origine della lingua quechua. Oggi sappiamo che l'espansione del quechua è iniziata molto prima e che gli Incas si sono serviti di questa lingua come lingua di comunicazione. Il primo sito della lingua lontano da Cuzco, tra Lima e le Ande del centro nord - a Ancash. |
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 Primo centro di espansione della lingua quechua |
 L'epoca dell'orizzonte anziano (500-200 a.C.) - civiltà Chavin - sembra essere il primo luogo di propulsione della lingua quechua. Si distingue per la forte intensificazione di scambi diversi tra piccole società , la diffusione di una iconozzazione religiosa e per un'unificazione culturale, per il fattore di espansione culturale molto forte. Il quechua era parlato all'Equatore per il commercio. Gli Inca avevano la loro lingua propria (lingua materna) e parlavano in più l'aymara (lingua parlata nel sud del Perù). Il quechua era la lingua veicolare della parte più sviluppata del suo empiro. Era inizialmente una lingua di comunicazione, ne hanno fatto una lingua d'amministrazione. L'espansione della lingua deve più a quello che è successo prima che a dopo il periodo incaico, in particolare con la colonizzazione spagnola che agli Inca stessi. |
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 Diffusione del quechua durante la colonizzazione spagnola |
 La colonizzazione spagnola segna l'ultima fase della diffusione della lingua quechua. Questa propagazione è dovuta all'apparizione dei centri urbani popolati dagli indigeni. La popolazione converge verso i centri minerari dove possono offrire la loro forza lavoro in cambio di un valore monetario che permetterà loro di pagare i tributi allo stato coloniale. Questo meccanismo favorisce una grande mobilità della popolazione contadina. Si vede che il fenomeno di migrazione e lo sconvolgimento economico vanno di pari passo con un fenomeno di omogeneizzazione linguistica dove il quechua si diffonde a discapito delle altre lingue. |
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 Struttura delle lingue quechua |
 Le differenze tra i quechua I e II sono sopratutto dell'ordine lessicale e fonologico: il sistema grammaticale e la sintassi sono abbastanza simili. La lingua quechua è una lingua tendenzialmente agglutinante che procede per giustapposizione di suffissi su una base tanto verbale che nominale. Questi suffissi esprimono sia dei valori grammaticali sia dei valori semantici. Per esempio, il quechua di Cuzco comporta un centinaio di suffissi. Alla maggior parte di questi suffissi non corrisponde che un solo significato: questo rende la lingua abbastanza trasparente. Come Georges Dumézil aveva già notato, il quechua è strutturalmente molto vicino al turco. |
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 La rappresentazione dei tempi e dello spazio attraverso la lingua quechua |
 La lingua quechua ha una morfologia verbale molto ricca (suffisso apposto su un parola verbale). Il quechua non si concentra molto sui tempi, non c'è presente, poco il passato. Ciononostante la lingua esprime l'orientamento dei processi spaziali.
Esiste quindi tutto un insieme di suffissi per esprimere l'orientamento e lo spazio degli attanti nello spazio. L'iscrizione nello spazio concerne tutti i rapporti che possono intrattenervi gli individui. Questo rende più difficile l'apprendimento di una lingua poiché si è obbligati a guardare i processi in mo do diverso. |
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 La narrazione delle favole quechua |
 La questione delle caratteristiche della rappresentazione dello spazio è particolarmente visibile nella narrazione delle fiabe. "Essere insieme" è quanto c'è di più importante per il colui che narra. Il narratore immagina e ci rende testimoni reali della scena. I personaggi sono di fronte a noi. Il narratore non è omnisciente, non conosce la coscienza dei personaggi, non può che fare delle congetture. Allo stesso modo esistono nella lingua quechua molti suffissi modali che qualificano i dettagli della narrazione: colui che vuole parlare di ciò che pensa un personaggio non può che farlo utilizzando un suffisso modale particolare, adottando quindi un punto di vista molto soggettivo, diventando testimone della scena. Il suo ruolo è quindi molto diverso da quello che può avere nella tradizione orale europea. |
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 Problema della traduzione delle favole della tradizione orale quechua |
 Nella traduzione è obbligatorio omettere la spazializzazione esistente nei testi originali. Al contrario, è necessario aggiungere tutta una serie di parole per definire il tempo che il quechua non esprime. Questo ci obbliga ad un esercizio di connessione degli avvenimenti che non è sempre evidente. Si potrebbe pensare di fare nella traduzione francese diverse versioni per diversi usi: certi potrebbero permettere semplicemente di prendere conoscenza del racconto mentre altri renderebbero conto della struttura della lingua e di certi altri aspetti necessari ad una comprensione più completa del senso. La scarsità di favole tradotte è indicativa di queste difficoltà , sono piuttosto i linguisti e non gli etnologi a svolgere il lavoro di raccolta delle favole. |
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 Evoluzione della situazione lingusitica delle lingue quechua |
 Nonostante l'alto numero di parlanti -dieci milioni- la popolazione che parla la lingua quechua è in diminuzione a causa della migrazione rurale in direzione delle città (dal Perù verso Lima) iniziata a partire dalla metà del XX secolo. Prima un terzo della popolazione di Cuzco era monolingua. I migranti della campagna erano "obbligati" a liberarsi dal peso delle loro origini sociali, rifiutando di trasmettere la lingua quechua alla prole o, molto spesso, arrivando a negare perfino di conoscere la stessa lingua. Questa vergogna inizia a sfumare in particolare per due motivi: da un lato una parte dei migranti ha potuto fare degli studi, che hanno permesso loro di prendere coscienza della cultura di origine, dall'alta parte invece è la globalizzazione e il suo interesse verso i patrimoni locali a generare l'idea che questa cultura abbia un "valore". Quello che oggi si presenta come problema nelle città è la trasmissione intergenerazionale. Le persone hanno l'impressione che il quechua possa ostacolare l'integrazione dei loro bambini nella vita cittadina. |
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 Le politiche di educazione bilingue |
 Dalla fine degli anni 1990, l'educazione bilingue è entrata in una fase di sperimentazione in Perù, resta ancora difficile valutarne l'impatto sui parlanti. Questa educazione incontra molte difficoltà , perché i manueali sono concepiti in spagnolo, difficilmente comprensibile per i bambini e zeppi di neologismi. Le attitudini linguistichedegli educatori sono abbastanza negative. L'educazione avanza ma vi sono molte difficoltà : l'insegnamento dovrebbe essere soprattutto sviluppato nelle regioni rurali, nelle zone dove predomina il bilinguismo. Molti genitori di allievi pensano che questo sistema non sia davvero "interculturale" nella misura in cui i bambini delle città non apprendono che il quechua. |
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 I khipus, sistema di scrittura particolare |
 Si dice che le società del Perù non abbiano sviluppato una "civiltà scritta" (come i Maya per esempio). I peruviani più anziani conoscono però un sistema di scrittura antico: i Khipus, delle cordicelle attaccate le une alle altre e con le quali si fanno nodi di dfferente genere, di diversi colori, etc.). Questi khipus non sono stati realmente decifrati. Di recente Gary Utron ha analizzato il processo di elaborazione dei khipus e ha mostrato che questo qui si faceva secondo una serie di scelte successive binarie. Si sa che esistevano dei khipus contabili e narrativi, certi si questi khipus contabili sono stati utilizzati fino all'inizio del XIX secolo. Lo stato coloniale ha incoraggiato il loro uso a dei fini contabili, i gesuiti avrebbero ugualmente favorito la loro conservazione ma apparentemente nessuno spagnolo ha decifrato il sistema di codifica. Potrebbe trattarsi di un problema nel sistema di lettura? Sembrerebbe di si visto che il khipu si legge in maniera tattile e più lentamente di un testo scritto. Oggi alcune comunità lo conservano esse non sanno leggerlo e lo utilizzano soltanto per fini rituali.
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 Trascrizione della lingua quechua |
 La lingua quechua si scrive adesso in caratteri latini nel momento in cui il sistema fonologico del quechua è molto diverso dalle nostre lingue. Il sistema di trascrizione necessita quindi di un grosso lavoro. Dal 1580 un sistema grafico è stato creato per delle persone parlanti della lingua, sistema che resterà in vigore fino alla metà del XVIII secolo. In seguito altri sistemi sono stati elaborati ma non sono stati molto consistenti. Solo verso la metà del XX secolo un'unificazione e semplificazione dei sistemi è stata realmente messe in atto. Questo sistema è di tipo fonologico ed è attualmente usata in Perù e in Bolivia.
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 Pratica di lettura e scrittura in lingua quechua |
 La pratica della lettura resta resta assai limitata. I protestanti leggono molto la Bibbia e l'offrono nelle comunità . Molti leggono il quechua in obliquo. La produzione letteraria è scarsa: una poesia praticamente sempre edita in versione bilingue, qualche favola e racconti. Esiste una prosa narrativa di creazione in Perù, con autori come Porfirio Meneses, Jose Oregon Morales e Socrates Sonana, ma rimane del tutto marginale poiché le pubblicazioni circolano pochissimo. Il passaggio alla scrittura attuale si ripercuote sullo "stile", il fatto di situarsi in uno spazio comune non è più davvero condiviso ma malgrado tutto in questi testi ritroviamo una certa tendenza all'immaginazione per lo spazio comune e la visualizzazione delle cose. |
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 Il quechua nei media |
 Gli ecuatoriani hanno elaborato una sorta di quechua standard - usata per la radio, la stampa, etc., che si chiama il "quechua unificado". Neglia nni '70 il quotidiano peruviano "Crónica" pubblicava un supplemento che si chiamava "Crónicawan". In Bolivia, esisteva un quotidiano "La Prensa" che pubblicava ogni settimana degli articoli in aymara, quechua e guarani. Purtroppo, questo supplemento non esiste che in aymara. In Bolivia, esiste qualche emissione televisiva in lingua quechua; in Perù la situazione politica non è molto favorevole allo sviluppo mediatico della lingua. a dispetto esistono numerose radio in quechua. Adesso si constata, in questi paesi, un interesse per la lingua che non esisteva prima. In questo modo, molti provano a capire la letteratura e a produrla. Assitiamo forse all'emergere di una dinamica che potrebbe invertire la tendenza del fenomeno di non trasmissione della lingua? |
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 La vera lingua quechua ? |
 Il processo di folklorizzazione, che constatiamo ai giorni nostri, è dannoso alla lingua nella misura in cui questa tendenza spinge i giovani a considerare la lingua quechua come una reliquia del passato senza prestigio per la modernità . L'Accademia Peruviana della Lingua Quechua, creata nel 1953, che ha numerose succursali in Perù, in Bolivia e in Argentina, è erede del nazionalismo incaico del XIX secolo. Questa ripete a oltranza che i contadini non sanno parlare quechua ma praticano un "quechugagnole" (sorta di corruzione della lingua) e che siano i soli depositari della lingua Incas. Purtroppo, avendo molti mezzi, questo discorso si estende a molti parlanti e si sente spesso dire: "parlo il quechua ma non conosco quello vero.." Questi discorsi contribuiscono a rompere la trasmissione intergenerazionale per rifiuto di trasmettere una lingua che non sarebbe più "pura". Mentre si sa che il quechua puó investire dei nuovi domini di espressione. |
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 Il teatro andino |
 Il teatro nelle Ande è un genere letterario importato, che ha conosciuto un grande successo e si è trovato integrato alla tradizione andina. Questo esisteva, dal XVII secolo e fino agli anni 1950-1960, dalla rappresentazione di pièce in lingua quechua nel contesto urbano. Alcune sono di grande qualità letteraria. Allo stesso tempo, nei paesi più piccoli, delle rappresentazione teatrale vertono sui temi della cattura e dell'esecuzione dell'ultimo re Inca Atahualpa, erano integrati a delle feste religiose locali. Questo tema, di cui l'origine è spagnola, i "moros y cristianos", è stato modificato dall'aggiunta di elementi autoctoni e dà un prodotto culturale originale. Nelle città esisteva un teatro vicino a quello colto occidentale ma che aveva assimilato degli elementi lirici locali, degli elementi di stile (immagine, metafore, etc..) per produrre un elemento della cultura originale. Nei secoli, le truppe andavano di paese in paese contribuendo in questo modo alla trasmissione culturale. Purtroppo queste rappresentazioni non esistono più. |
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